• Andrea

Prima dell'America c'è il Belgio


Nell'ultimo post vi abbiamo parlato di Seabridge e della loro efficienza nell'organizzare la spedizione sulla carta.

Ma sono davvero così bravi e così "tedeschi" anche nella pratica?

Ecco il racconto di un viaggio verso il freddo mare del Nord, di una bombola del gas da svuotare , di un risveglio sotto la neve, di ottima birra condivisa con un vero amico e di un furgone del 1981 che, contro ogni previsione, è partito per gli Stati Uniti.

Sono le 15,30 di sabato 3 febbraio quando accendo il motore del buon vecchio Ronzi per dare finalmente il via a questa grande avventura.

Fino ad oggi abbiamo sognato, organizzato, scritto mail, letto mail, abbiamo fatto ipotesi e supposizioni, abbiamo passato giorni a preparare vestiti, accessori, pentole, sacchi a pelo, a sistemarli nel furgone, ma il vero viaggio inizia adesso, con un giro di chiave e il piede sul pedale dell'acceleratore .

Seduto alla mia destra c'è Francesco, amico di vecchia data, uno di quelli speciali, che magari non vedi e non senti per mesi ma che compaiono magicamente quando hai bisogno di loro.

Tra chiacchiere e risate ci lasciamo alle spalle la Svizzera, la regione francese dell'Alsazia e ci sistemiamo per la notte in una stazione di servizio in Lussemburgo.

Ci infiliamo nei sacchi a pelo e quando riapriamo gli occhi, un manto di neve copre i vetri di Ronzi.

Colazione, un caffè lungo e si riparte. Introno a mezzogiorno entriamo nel centro abitato di Anversa, importante città della regione delle Fiandre che conta circa 500.000 abitanti e che ospita il secondo porto più importante d'Europa dopo quello di Rotterdam.

Parcheggiamo il furgone e passeggiamo senza meta per le vie del centro fino a raggiungere le rive del fiume Schelda, che si getta nelle acque del Mare del Nord, spazzate da un vento gelido che ci entra fin dentro le ossa. In serata ci sistemiamo in una tranquilla (e gratuita) area di sosta trovata con l' applicazione Park4night.

Mangiamo panini, beviamo dell'ottima birra belga e accendiamo i fornelli, un po' per scaldarci ma soprattutto per svuotare completamente la bombola del gas che, da tassative disposizioni della Seabridge, deve essere completamente vuota (piccolo dettaglio che avevamo tralasciato, persi dietro a mille altri aspetti della spedizione).

Alla fine anche l'ultima fiammella azzurra si spegne e noi possiamo addormentarci tranquilli.

La mattina seguente facciamo una sosta obbligata all'autolavaggio perché il colosso tedesco delle spedizioni oltreoceano suggerisce vivamente di lavare in maniera accurata il proprio veicolo prima dell'imbarco, cerchioni compresi.

Con Ronzinante più pulito che mai raggiungiamo il molo 1333 dell'Euro Terminal e, dopo una veloce tappa all'ufficio check-in, passiamo al controllo finale.

Seabridge, nel suo vademecum, spiega che il mezzo, anche se completamente equipaggiato, deve "sembrare" vuoto agli occhi dell'addetto all'ispezione, deve essere pulito dentro e fuori, con la bombola del gas vuota e il serbatoio della benzina a 1/4...

Siamo in regola al 100% ma non possiamo vantarcene perché alla fine nessuno viene a ispezionare Ronzi.

Un ragazzo con il giubbotto arancione catarifrangente appiccica un'adesivo con un codice a barre e la scritta Baltimora sul parabrezza e ci dice di lasciare il veicolo aperto con le chiavi inserite nel quadro in mezzo ad altre centinaia di veicoli.

Tutto qui. Rapido e indolore.

E così torno a casa con Francesco, prendendo un treno, un autobus e un aereo, consapevole che ormai il punto di non ritorno è stato superato.

Posso affermare con certezza che Seabridge ci sa davvero fare e la loro leadership nel settore è più che meritata.

Ora non ci resta che aspettare il primo di marzo.

Buona strada a tutti!

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