• Andrea

Il Sunshine State


Ciao a tutti, siamo in Alabama!

Km percorsi dalla partenza: 5.393

Vi scrivo questo post dal parcheggio di un Camping World, catena americana di negozi che vende camper e che mette a disposizione alcuni parking lot per i viandanti a 4 ruote che hanno bisogno di un posto per dormire (tra l’altro gratis).

Siamo appena usciti dalla Florida e, ripercorrendo questi 15 giorni di permanenza nel Sunshine State, possiamo assicurarvi che le cose da fare e vedere sono davvero tante.

Abbiamo volutamente tralasciato i parchi tematici di Orlando (i prezzi per entrare sono davvero cari) e le città (preferiamo la natura al cemento).

Dopo le spiagge di Fernandina, abbiamo seguito la costa atlantica fino al Canaveral sea Shore e poi al Merrit Island wild life refuge, alla ricerca di animali particolari e siamo stati accontentati incontrando una quantità inimmaginabile di alligatori, cormorani, ibis, falchi, aquile e addirittura armadilli.

Dalla natura più selvaggia siamo poi passati al Kennedy Space Center per immergerci nei progetti spaziali e vedere un vero shuttle. I ragazzi hanno provato i simulatori e si sono divertiti un mondo a far atterrare la navicella su Marte.

Tornati sulla terra abbiamo proseguito la nostra discesa verso sud sempre sulla costa fino a Miami (è vero che non ci piacciono le città ma alcune meritano una visita).

Ci siamo immersi nel caldo, nel caos e nello sfarzo di questa città molto internazionale attraversando calle ocho e il quartiere cubano per poi finire nella ricca e modaiola Sout Beach.

Grazie a vwyety64, un ragazzo che abbiamo conosciuto su Instagram, siamo stati invitati cena da sua sorella che vive a due passi da Miami Beach e abbiamo dormito su Ronzi nel suo giardino. (Grazie di cuore Marie!!!!)

Lasciata la città siamo ci siamo diretti nel punto più meridionale degli Stati Uniti, KeyWest, attraversando il suggestivo ponte seven miles bridge.

La voglia di natura è sempre forte e la tappa successiva è stato il parco delle Everglades, attraversato solo da due strade, dove una vegetazione rigogliosa e gli animali sono i veri padroni.

Non contenti abbiamo visitato anche l’Ocala National forest, altra perla per gli amanti di trekking e wilderness, risalendo in direzione nord ovest.

Prima di uscire dal Sunshine State ci siamo concessi un po’ di relax sulle spiagge di Pensacola dove sono anche riuscito a surfare e addirittura vedere un delfino saltare fuori dall’onda!!!

Bella davvero la Florida! Abbiamo trascorso 15 giorni ricchi di sole e posti davvero interessanti.

Sotto l’aspetto logistico, in alcuni momenti abbiamo faticato, perché a marzo è già alta stagione e i campeggi degli State park sono tutti strapieni; inoltre parecchi Walmart, che di solito ti lasciano dormire nel loro parcheggio, avevano il cartello “no overnight parking”. Ci siamo comunque arrangiati alla grande.

Un’altra difficoltà non da poco è stata l’impossibilità di fare dei trail con Maya, poiché tutti vietati in compagnia di amici a 4 zampe a causa della presenza degli alligatori che praticamente ti attraversano la strada e quindi è più che comprensibile.

Dopo un mese in America iniziamo a farci delle idee su questa grande nazione:

La gente è molto cordiale, dalla cassiera del supermercato al passante ma non siamo ancora andati oltre questo primo approccio.

Maya e Ronzinante attraggono molte persone che si fermano a fare domande e restare a chiacchierare con loro è un modo piacevole per entrare piano piano nella cultura usa, per capire i loro modi di fare e pensare.

Tutto è molto organizzato, le autostrade sono perfette e gratuite, qualsiasi bagno pubblico è splendente e la benzina costa molto meno rispetto all’Italia (in media il diesel costa 2,80 $ al gallone... fate voi i conti).

Il concetto di carico sporgente è pressoché sconosciuto e ognuno attacca alla macchina qualsiasi cosa.

Dai noi si vedono macchine che trainano roulotte, qui ci sono camper grandi come pullman che trainano la macchina...

Tutti i prezzi sono “tasse escluse” che vengono poi applicate al momento dell’acquisto.

Abbiamo notato parecchi cartelli “here hiring” fuori da negozi e catene di fast food a dimostrazione che di lavoro volendo se ne trova facilmente.

È anche vero che in un minuto lo perdi il lavoro in America e non vivendo qui non siamo a conoscenza delle condizioni lavorative, dei salari, ecc. quindi per ora possiamo sono riportare quello che vediamo senza trarre conclusioni affrettate su qualcosa che non conosciamo.

Ora puntiamo in direzione Ovest!

A presto e buona strada a tutti!

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