• Andrea

Le difficoltà ti spezzano o ti rendono più forte


Ciao a tutti!   

È un po’ di tempo che non scrivo sul blog e i molti amici che ci seguono su Facebook sanno già che abbiamo avuto qualche disavventura.

Circa tre settimane fa, mentre attraversavamo l’Idaho, il motore di Ronzinante ci ha abbandonato per un guasto alla pompa dell’olio che ha creato una serie di altri danni a catena. 

Ci siamo fatti trainare nella vicina cittadina di Boise dove un meccanico “specializzato” in Volkswagen ci ha sparato la modica cifra di 9,000 dollari e due mesi di tempo per ripararlo.Ovviamente abbiamo rifiutato e, dopo aver noleggiato un furgone con rimorchio, abbiamo trainato il vecchio Ronzi a San Francisco, dove la nostra amica Magaly, conosciuta durante la nostra prima visita nella city of the bay, ci ha ospitato e messo in contatto con un meccanico della zona.

Durante i successivi quindici giorni abbiamo camminato come funamboli sulla corda delle nostre emozioni, tra illusioni e disillusioni, tra promesse e smentite. 

Dapprima sembrava che il motore si potesse riparare, poi che si dovesse mandare in rettifica ma alla fine l’unica soluzione è stata trovarne uno rigenerato.

Sono stati momenti difficili durante i quali abbiamo seriamente pensato di tornare a casa ma non volevamo avere il rammarico di non aver provato a sistemare il van e così abbiamo dato l’ok per il cambio motore.

Prima di partire per questo incredibile viaggio avevamo accantonato una somma per gli imprevisti tecnici ma un danno così grave non lo avevamo immaginato neanche negli incubi peggiori, così abbiamo dovuto stringere la cintura fino all’ultimo buco per saldare il conto e, se la nostra amica non ci avesse ospitato, sarebbe stato impossibile pagare anche 15 giorni di albergo (qui a San Francisco siamo sui 200 dollari a notte per 4 persone).

A dispetto di tutti i luoghi comuni che girano sugli americani, durante questi 5 mesi abbiamo incontrato tantissime persone meravigliose e desiderose di darci una mano.

Magaly, che fino al mese scorso non sapeva neanche che faccia avessimo, ci ha aperto senza esitazione la porta di casa ma soprattutto quella del suo cuore, regalandoci, in un momento per noi difficile, gioia e serenità.

Pochi giorni fa abbiamo ritirato Ronzi e finalmente siamo ripartiti in direzione Est ma per mettere la ciliegina sulla torta si è accesa la spia dell’acqua...

Le temperature in Nevada sono davvero alte ma con un motore appena cambiato non ci spiegavamo questo nuovo problema.

Ci siamo fermati a Reno per fare tappa dall’ennesimo meccanico (altri soldi) che ha sostituito il sensore che attiva la ventola del radiatore e ha rimosso delle bolle d’aria dentro il circuito che impedivano all’acqua di girare regolarmente.

Il problema è diminuito ma non si è risolto del tutto e così, a malincuore, abbiamo deciso di imbarcare Ronzi a Los Angeles perché arrivare a Baltimora percorrendo più di 4000 km in queste condizioni sarebbe davvero rischioso.

La sensazione di sconfitta era davvero forte e una serie di inutili “se” hanno iniziato a ronzarci in testa. In un momento di grande sconforto Michela e io ci siamo lasciati andare in un pianto sconsolato.

I ragazzi ci hanno sentito e sono corsi da noi per abbracciarci, poi Daniel ci ha preso la mano e ci ha detto:

“Questo viaggio potrà anche essere finito qui ma noi siamo viaggiatori dentro al cuore”.

Un bambino di 9 anni ci ha insegnato la lezione più importante di tutto il viaggio e ci ha ricordato che il tempo passato attraversando l’America non è stato solo la somma di tanti chilometri ma qualcosa di molto più grande che dei problemi al motore non potranno mai cancellare.

Abbiamo visto posti meravigliosi, abbiamo attraversato paludi, ci siamo inerpicati sulle montagne innevate, attraversato deserti, abbiamo dormito nelle foreste più fitte e nelle baie nascoste, aspettando che il rumore delle onde ci svegliasse, abbiamo conosciuto persone speciali ognuna delle quali ha condiviso qualcosa con noi ma soprattutto siamo cresciuti come individui e come famiglia, testando i nostri limiti e superandoli alla grande.

Durante questi 5 mesi abbiamo vissuto una vita intensa, abbiamo goduto di ogni singolo istante e mi rendo davvero conto, forse per la prima volta e senza presunzione, che abbiamo avuto il coraggio di fare qualcosa di straordinario, in una società come la nostra che mette sempre più in secondo piano quello che ognuno di noi è veramente.

Improvvisamente la sconfitta si è dissolta e al suo posto si è fatto largo un senso di soddisfazione e completezza, perché in fin dei conti, lo scopo originale di questa avventura lo abbiamo raggiunto.

Ci siamo stretti forte tutti e 4 e insieme abbiamo deciso che questo viaggio poteva tranquillamente chiudersi qui.

Nessun rammarico dunque, che nella vita servono davvero a poco, ma solo la soddisfazione di tornare a casa pieni di esperienze meravigliose che faranno sempre parte di noi.

Ovviamente non smetteremo mai di viaggiare e soprattutto di farlo alla nostra maniera, perché il mondo è grande e noi vogliamo conoscerlo davvero tutto.

Attualmente, tenendo sotto controllo l’ebollizione dell’acqua, ci stiamo dirigendo a Los Angeles, dove imbarcheremo Ronzinante per poi prendere un aereo per tornare nel Bel paese.

Personalmente, ho tante idee e tanto materiale su cui lavorare per raccontare in modi differenti questo viaggio (libri, presentazioni, ecc.) e non mancherò di farlo al più presto.

Mi ci butterò dentro anima e corpo, come faccio sempre nella mia vita, e vedremo cosa ne verrà fuori.

Un grazie immenso a tutti voi che ci avete seguito e sostenuto durante questi 5 mesi.

È stato meraviglioso farvi viaggiare con noi e sentirvi così vicini.

Abbiamo ancora tanto da raccontare perciò continuate a seguirci perché, come cantava De Gregori, “alla fine di un viaggio c’è sempre un viaggio da ricominciare”.

Chiudo con un bellissimo pezzo tratto da Into the wild che racchiude alla perfezione il senso del nostro viaggio:

“...spero davvero Ron che, non appena ti sarà possibile, lascerai Salton City, attaccherai una roulotte al camion e comincerai a goderti la meravigliosa natura creata dall’opera di Dio nell’ovest americano, vedrai cose, conoscerai gente che non ti saresti mai sognato di conoscere e, ciascuna di loro ti insegnerà molto (...) Ti consiglio di fare ciò in regime di economia, niente alberghi, preparati da mangiare da solo e, come regola generale, spendi il meno possibile, perché solo così ti libererai dalla schiavitu’ delle cose superflue ed apprezzerai immensamente le cose più piccole, poiché sono proprio queste le cose che danno significato alla vita (...) Non esitare o indugiare in scuse. Prendi e vai. Credimi: sarai felice d’averlo fatto...” Chris McCandless - Into the wild

Buona strada a tutti!

Andrea, Michela, Daniel, Noah e Maya.

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