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  • Andrea

La ruota del criceto e la vita nelle tue mani


Ciao a tutti!

Anche se le cose da raccontare non mi mancano, è un po' che non scrivo sul blog.

Dopo un post scritto a caldo in seguito al rientro dal viaggio negli USA, ho lasciato che la vita mi trascinasse per un po' per vedere l'effetto che mi avrebbe fatto riprendere vecchie routine che durante i mesi on the road avevamo accantonato.

Abbiamo ricominciato a lavorare, a portare a scuola i ragazzi, lo sport due volte a settimana, il supermercato, le spese fisse... insomma, una vita normalissima... 

Sembrerebbe tutto come prima ma la verità è che non è così.

Anche se ci sono dei momenti in cui tutto sembra scivolarmi di mano per ripiombare nel dejavù di una vita già vissuta, ora distinguo chiaramente la ruota del criceto, riesco a percepire la sua forza centrifuga e penso sia già un buon risultato.

Così facendo posso ridurre la velocità e ricordarmi una delle tante lezioni che ho imparato durante la nostra avventura: la mia vita è nelle mie mani e solo io posso decidere che direzione darle.

Possiamo leggere un milione di libri e seguire i consigli di persone illuminate ma nessuno ci potrà insegnare davvero come vivere la nostra vita, unica, particolare e profondamente nostra, e allo stesso modo nessuno potrà mai stabilire davvero se stiamo facendo la cosa giusta.

Solo noi possiamo guardarci dentro e scovare in profondità quello che siamo e che desideriamo davvero.

Intorno al 400 a.C. Pindaro scriveva: “Diventa ciò che sei, avendolo appreso” e solo ora, viaggio dopo viaggio, inizio a comprendere il senso di questa frase.

Il succo del discorso è che, nonostante la società ci abbia abituato a correre veloci in un’unica direzione (la famosa ruota del criceto), esistono numerose strade secondarie nella nostra vita, che si diramano da quella principale e per vederle basta rallentare un po’ togliendo il piede dall'acceleratore.

Non abbiamo a disposizione una sola strada per arrivare dove vogliamo e alle volte vale la pena provare a percorrerle queste deviazioni, per scoprire dove sbucheranno.

Spesso non si tratta di autostrade a quattro corsie ma di sentieri stretti, sterrati e pieni di buche che però potrebbero portarti a scoprire luoghi nascosti e meravigliosi che nessuno aveva mai scovato prima d’ora.

Questo facevano i pionieri mentre gli altri non guardavano a un palmo dal loro naso, aprivano vie mai battute per spingersi oltre e scoprire l’ignoto.

Ed è questo che dovremmo provare a fare anche noi.

Non pionieri del mondo, che qualcuno si è preso la briga di scoprirlo già tutto e, per quanto ci fregiamo del titolo di viaggiatori, non siamo altro che una versione più grezza di quei turisti alla Tripadvisor che critichiamo tanto, ma pionieri di noi stessi, delle nostre reali attitudini, dei nostri sogni e del nostro tempo, in una realtà che sempre di più ci impedisce di farlo.

Ed è proprio sulla parola “tempo” che dovremmo soffermarci un attimo e considerarla come un sinonimo di “vita”, perché il tempo, quello che noi siamo abituati a barattare in cambio di denaro, in fin dei conti, è la vita stessa, e questo insieme di anni, mesi, giorni, ore, minuti e secondi prima o poi si esaurirà.

Io non voglio sprecarla e voglio viverla nel miglior modo possibile, il mio miglior modo possibile. 

E’ facile? Per niente, e alle volte è più comodo stare seduti a lamentarsi piuttosto che esporsi in prima persona ma secondo me è doveroso provarci, per noi stessi e per le persone che amiamo.

E così nella routine del lavoro, della scuola e di tutti gli altri "doveri" che siamo tenuti a rispettare c'è anche spazio per noi stessi. E se lo spazio è troppo poco o non c'è per niente allora è il caso di rivedere qualcosa dentro di noi, perché significa che stiamo perdendo di vista qualcosa di fondamentale: la nostra vita!

Perché quando le energie e la voglia di fare fluiscono in noi, le opportunità e le idee si manifestano più chiare ai nostri occhi.

Ogni tanto la situazione mi scappa di mano ma adesso mi rendo conto di avere la capacità di rallentare, respirare e ricordarmi chi sono e cosa voglio. 

Siamo squattrinati, è vero, la ruota gira sempre più veloce ma mai come oggi mi sento vivo e la sua forza centrifuga non riesce a schiacciarmi! Ho fame di vivere la mia vita pienamente e so che riuscirò a farlo anche senza il bisogno di viaggiare a tempo indeterminato.

Così, durante questi mesi, ho ripreso a scrivere con fervore e tra pochissimo terminerò il mio ultimo lavoro: "Vanfamily On the road, manuale pratico per famiglie in viaggio" che aveva preso forma nella mia testa durante i 5 mesi americani.

Sono in fase di editing e controllo ortografico, poi cercherò un buon editore con la speranza di farvelo leggere presto. Era dalla fine del mio romanzo "Nessun altro compito che esistere" che le dita non andavano tanto veloci sulla tastiera del portatile e ora che sento scorrere così distintamente la vita dentro di me, non ho intenzione di fermarmi.

Nel frattempo ho anche iniziato una splendida collaborazione con la rivista V#Motion, un bimestrale dedicato ai van, al turismo esperienziale, lo sport e l'outdoor.

Dal numero di dicembre/gennaio potrete trovare i miei articoli in edicola e di questo ne vado molto fiero!

Ora vi saluto, con l'augurio che la strada che state percorrendo vi porti proprio là dove vi aspettano i vostri sogni.

Andrea

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